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Questa musica è un mezzo che cerca di essere l’espressione parlante del mio mondo, sia esteriore che interiore…
E’ la messa a fuoco sui miei mille modi di essere donna o sulle molteplici personalità che convivono dentro di me e che mi compongono, e che ritrovano una loro dimensione principalmente in due tipi di forma-canzone:
uno è il brano serrato, con andatura tragicomica e ironica, o che si innerva su un fondo rabbioso, cinico, istigato dal rancore.
l’altro è un tipo di brano distorto, sottoforma di ballata, in cui libero i lati più squilibrati e folli e dolci della mia personalità, e che mi concede il miglior grado di appagamento agli istinti violenti..
Sono due espedienti di comunicazione che derivano dal contesto ambientale in cui vivo e sono cresciuta: sono venuta su in una campagna a cui è stata imposta l’industrializzazione, in maniera sempre più massiccia. Queste due dimensioni si sono trovate a coesistere e a mescolarsi qui da noi, creando un ibrido che si è insediato nella mia mente, ed è diventato il tessuto su cui mi sono formata, facendomi accogliere ma anche mettere spesso in discussione quello che vedevo e le mie stesse esperienze.
C’è una parte di me profondamente legata alla campagna, alle forme più libere ed inquiete dell’esistere, ai lati oscuri della mente, agli istinti e alle deviazioni.
Quando parlo di questa campagna sento vicine le atmosfere allucinate e soporifere di Twin Peaks, i suoi esterni nella foresta, al lago, lo sragionare dei personaggi…e mi accosto all’ambientazione assurda de “E l’asina vide l’angelo”,dove inevitabilmente mi viene da attribuire il ruolo di eroe positivo a quel pazzo deviato di Euchrid, privo di peccato originale, poiché il suo codice genetico non è mai stato infettato dai meccanismi sociali.
La campagna è il luogo a cui è più legata la mia infanzia, il luogo in cui potevo dare libero sfogo alle mie fantasie, soprattutto nelle interminabili ore passate da sola, in cui era necessario che trovassi degli espedienti per divertirmi, dove ho potuto alimentare nella maniera più estesa la mia immaginazione. Fin da quegli anni ho iniziato a sviluppare una certa inclinazione ad esplorare i posti più contorti e strani della mente, gli angoli deviati, ero una bambina molto riflessiva e stavo molto tempo dentro me stessa….
Sergeant S.
SON HOUSE
“C’è un solo tipo di blues e consiste in quello che succede tra i maschi, le femmine e l’amore.
Due persone dicono di essere innamorate, ma una delle due inganna l’altra fingendo di amarla. A volte con questo tipo di blues si arriva addirittura ad uccidersi a vicenda, a fare cose assurde .E’ amore e arriva da qui, da questo lato…”( dal film “Warming by the devil’s fire”)
E’ TUTTO IMPERFETTO OGNI DETTAGLIO O L’INTERO COMPLESSO ANCHE L’AMORE PIU’ ONESTO E’ PIENO DI CRUDELTA’ CHE LO ABBRUTTISCONO COME L’INSICUREZZA, L’INCERTEZZA O LA MORBOSITA’.
MA FORSE E’ SOLO UNA FALSA GIUSTIFICAZIONE AL DOLORE E ALLA PAURA DI ESSO.
MA GLI ESSERI UMANI NON SANNO AMARSI E NON VOGLIONO CAPIRSI PERCHE’ TEMONO L’ALTRO.
SU TUTTO CIO’ REGNA IL DUBBIO E OGNI SCONOSCIUTO CHE IO POSSA AMARE FUGGE LA MIA VERITA’. Silvia
C’è sempre un OSSIMORO, o una doppia interpretazione:
Una dolorante e compassionevole - MARTIRIO.
L’altra cinica e sarcastica - INGANNO.
La struttura interpretativa è sempre chiastica, così come il mio punto di vista sul mondo:c’è sempre un bianco per un nero, ci sono un sorriso o un lamento come risposta plausibile per ogni cosa. Questo modo di vedere è la conseguenza dell’eterogeneità con cui si manifesta la mente umana. IPOCRISIA, GENIO, BENEVOLENZA, STOLTEZZA, ODIO E AMORE.
Volevo proporre un’immagine pulita ed entusiasta della vita, ma CONSAPEVOLE DI TUTTI I SUOI LATI OSCURI; perciò ho fatto passare il mio personaggio attraverso esperienze intrise di sangue caldo, verità e purezza, ma anche del gelo dell’ipocrisia e della falsità.
NONOSTANTE il dolore e le ferite lacere da leccare, questo personaggio non spegne mai dentro di sé l’energia per la vita e la grinta per amarla e andarsela a prendere. Anche coi denti di fuori, a 4 zampe e ringhiando.
Questo per me è BLUES, è il fuoco che arde al centro della mia musica, il motore che muove e spinge con forza la creazione ad uscire.
Sperimento il DESIDERIO.
Attraverso 2 sue manifestazioni, tra di loro opposte, l’OPPRESSIONE e lo SFOGO LIBERATORIO, nelle loro infinitesime sfaccettature.
Vivere il desiderio con già addosso lo SPESSORE del vissuto è ciò che mi interessa analizzare (sono già logora quando scrivo, lacerata dall’esperienza, ma vivida e con voglia di agire).
Il momento è delicato: dopo aver desiderato, dopo aver goduto e dopo aver SUBITO i dolori del rifiuto, o lo smacco della fine.
NEL BEL MEZZO DELLE CONSEGUENZE. Quando devi attingere al fondo di te stesso e recuperare la forza di reagire.
BRAMARE FORTEMENTE QUALCOSA E VIVERNE LE CONSEGUENZE, ANCHE SE POSSONO RIVELARSI DEVASTANTI. IO PARTO DA QUI, DAL DOPO, DALLE CONSEGUENZE, DAL RIPARTIRE DACCAPO.
Anche se pieni di cicatrici.
Tutti i miei personaggi sono tipi che appartengono ai BASSIFIONDI – Waits - ESISTENZIALI – Cave -, che bazzicano le BETTOLE – Waits - DELL’INCONSCIO -Cave-, per emergerne furibondi assetati di VITA.
Perché ci sono andata a fondo, ho ficcato dentro il braccio fino alla spalla, giù giù fino in fondo, e sto ancora rimescolando.
HARVEY CAVE WAITS AMOS hanno dato conferma al mio modo d’essere, mi hanno fatto sentire plausibile e NON ESTRANEA, come invece mi succede con troppa gente di qui.
Conoscerli è stato come ritrovare il mio HABITAT NATURALE, tornare a casa dopo essere stata rapita dalla culla e aver vagato per deserti e foreste, e non sentirsi più dire “sei una STRANA..”
Tutti i personaggi di questi artisti sono personaggi del mio stesso mondo, solo che io ho incontrato Maddalena piuttosto che Angelene, Jack the ripper, Uncle Ray o Scarlet..
L’ESPERIENZA del DESIDERIO, desiderio di vivere con passione, di sentirlo uscire dalla propria pelle, sentendo di poter rischiare di nuovo, nonostante si sia già passati per il paradiso e l’inferno, per le lodi e l’infamia, per le carezze e le frustate.
Diventa inevitabilmente più maturo, più bello e intenso di prima, più consapevole del rischio e perciò del suo stesso valore.
Nonostante si sia vissuti ai limiti sopportabili del dolore e della sofferenza, nutrire ancora il desiderio forte e penetrante di SENTIRE e PROVARE EMOZIONI.
Quale meraviglioso penoso erotismo.
Tutto il mio lavoro è intriso di desiderio, PULITO o MALATO, che manda fuori di testa, esilarante, ironico o morboso, parlo sempre di reazioni disturbate, di atteggiamenti insoliti che deviano dalla normalità, per provocazione, alla TARANTINO o alla LYNCH.
I riferimenti cinematografici sono importantissimi. Ho sempre in mente una determinata atmosfera generale, che possa pervadere tutti i brani, nonostante si passi da pezzi tragicomici ed esilaranti, o sfrenati e aggressivi, a ballate dolorose e sofferte.
Cerco una specie di “sottosuolo” comune, e l’ispirazione che mi deriva dai film è molto forte. Per questo disco non ho mai smesso di pensare a DOGVILLE, come a CASINO’ o a KILL BILL o a IL COLORE VIOLA. Mi danno sensazioni estetiche e olfattive o tattili che mi sembrano la riproduzione esatta di quello che cerco di creare con la musica. Misceliamo il tutto, ed il cocktail è pronto!Magari…
L’estetica è rurale, campagnola e degradata, da sguattera o da lavandaia, ma non è retrò, non ancora, anzi è proiettata e rimescolata con la tendenza attuale all’IBRIDAZIONE. E deve dare il senso del sentirsi a nudo, devastati ma ancora pieni da rabbia, aggressività, dolcezza e passione.
E’ tutto SATURO ARIDO veloce sfrenato senza fiato e mi lascia spossata, sfinita, LACERA IMPLORANTE.
Volevo fosse un’estetica non troppo lontana o estranea a questi tempi, e non miro allo stupire, ma a sottolineare nell’inconscio delle persone il nostro stato d’essere “a brandelli”, sconosciuti a noi stessi , vuoti e meccanici, e presuntuosi.
Ho studiato anche la moda di oggi, rendendomi conto che oggi una moda-guida non c’è, a meno che non si voglia parlare di un concetto, ovvero che “tutto può essere di moda”.
Mi è impossibile scindere la musica dall’estetica, come dal sentimento o dal trasporto. E’ tutto connesso, correlato, intrecciato, nella mia testa, per separarlo, è ciò che permette il sacrosanto atto della COMUNICAZIONE, dove il mio scopo è quello di stimolare interesse – ravvivare la curiosità – spingere alla ricerca, di COSA SIAMO, allo STUPORE, al SENTIRE. Tutti i satelliti del pianeta musica devono essere in sintonia per riuscirci, o tentare almeno…
Mi piacciono gli ESTREMI e le CONTRADDIZIONI.
Penso che ogni cosa sia attratta sia dal suo opposto sia dal suo affine, e che l’attrazione, coi suoi sbalzi d’energia, alteri gli umori e crei queste contraddizioni nelle sensazioni, nella percezione che abbiamo di volta in volta delle cose e quindi nelle azioni, nei pensieri.
Questo concetto mi affascina molto ed è tra ciò che mi interessa approfondire, l’ATTRAZIONE, che è sintomo di PASSIONE, il sentirsi tesi al di fuori di sé verso qualcosa che piace da impazzire, che può essere qualcosa di ancora ignoto, di impalpabile, ma verso cui ci si sente già trasportati.
Questo è DESIDERIO VISSUTO, provato sulla propria pelle, nelle sue forme più intense, che sono anche le più stravaganti e bizzarre.
Mi piacciono le CONTRADDIZIONI e gli OPPOSTI.
Mi affascina, anche se non riesco ad accettarlo, il concetto che quando vuoi fortemente qualcosa non la ottieni o forse solo con estrema fatica e abnegazione, e ti consumi nel desiderarla; mentre quando non la desideri ostinatamente ti cade in braccio gratuitamente.
E’ deleterio e profondamente ingiusto, doloroso, non lo capisco, perciò mi affascina.
UN IMPULSO RIBELLE, SOGNO MISTO AD ATTIMI ESTATICI, DI FELICITA’.
UNO SLANCIO RABBIOSO, MA SEMPRE POSITIVO VERSO LA VITA, MESCOLATO ALL’ASSOLUTA CONSAPEVOLEZZA DELLA BELLEZZA DELL’ESISTERE, ‘NONOSTANE’…
Nonostante si siano viste e sperimentate sfere dell’esistere bassa, abbiette, dolorose, giù giù nel buio oscuro;esperienze terribili, nere, truculente, di demolizione del soggetto, sia da fuori che da dentro.
Questo slancio vitale non muore mai, nonostante sia condannato a coesistere con la maledizione dell’INSODDISFAZIONE, che è la chiave del desiderio.
Proprio queste esperienze negative sono il ‘CLIC’ per l’inconscio, che ci porta a vedere a scoprire cose del mondo che altrimenti resterebbero nascoste, e ci permette di tornare su, capaci di STUPORE per le meraviglie che ci sono offerte, che siano penne e quaderni sparpagliati sulla scrivania o il Ponte di Brooklyn, un frutteto carico di frutti maturi, profumati e ciondolanti o la potenza distruttiva dello Tzunami.
Ogni attimo della vita viene percepito, senti le pulsazioni della terra, di questo pianeta vivo, e cogli la bellezza e il fascino di poterti SORPRENDERE e poter scoprire ogni volta questa piccola realtà a cui siamo donati, anche se è una sola delle infinite possibili, ma che la si guardi dall’alto di un satellite o che ci si trovi al proprio posto, qui nell’arido grigio Veneto capitalista, è cmq uno spettacolo magnifico. E QUESTO VA DETTO.
Non so cosa sia, ma una forza irresistibile mi nutre e mi guida a vedere, con STUPORE puro e incontaminato, mantiene vivido il DESIDERIO, mi fa desiderare di SCOPRIRE e gustare ogni SAPORE. Il sapore di muffa di un muro scrostato, di un cibo prelibato, dell’acqua stagnante in un fosso, o delle insegne traboccanti di colori di Las Vegas.
E’ tutto ottimo nutrimento. La povertà o la malattia, la ricchezza o la salute.
Questa forza mi istiga e scalcia per farmelo cantare e metterlo in musica, per trasferirlo agli altri, per ‘curare’ la gente.
Fremo palpito e sussulto per sentire la terra, i suoi frutti, la città elettrica e i suoi prodotti.
Sushi, la cultura giapponese e i suoi colori. La Sicilia, il tango, le chitarre latine. Il cielo messicano e i Moriachi, Il mare dei tropici La creatività frizzante di Londra Le nevi russe Il fascino di Shangai Il classicismo romantico di Vienna e Berlino Il calore i sentirsi a casa in Italia.
Loro mi stanno ossessionando per dirlo alla gente, per parlargliene. DEVO FARLO.
GRAN PARTE DELLA BELLEZZA CHE CI CONTRADDISTINGUE E’ LA DIRETTA CONSEGUENZA DEI DOLORI PIU’ TERRIBILI CHE ABBIAMO VISSUTO. |
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